
LEGA NORD PER
L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA
TESSERAMENTO 2009
SOSTENITORE
Tessera n. 135643
Tessera SOSTENITORE 135643 Euro 10,00
Cognome: Cali
Nome: Mero Antonio (M)
Indirizzo: Via della Vecchia Fattoria n. 44
Città: Milano 2
Prov: MI
CAP: 20134
Nato/a: il 12/08/1965
a: Monopoli
Telefono: 02/56543324
Fax: /
e-mail: mero.cali@vecchiafattoria.it
cell. 333/2423665
Titolo di Studio: Perito Agricolo
Professione: Testimonial televisivo
ACCETTO di essere contattato per la presentazione di iniziative finalizzate all’attività della Lega Nord
Tessera rilasciata dal sig. Calogero Brambilla
Data: 18/07/2010
Sezione di Varese
Firma del tessarato Mero Cali
Caro Pier,
RispondiEliminaforse avrei bisogno di parlare con un adulto per sapere se è normale che diventare grandi voglia dire svegliarsi il lunedì mattina e accorgersi di aspettare con insofferenza il venerdì.
Se ci penso mi dispero, perchè anche se poi il venerdì arriva sempre, a volte in un batter d'occhio, ci sono dei momenti di lucidità agghiacciante che mi fanno dire che non è vita questa. E di sicuro non è la vita che immaginavo per me quando ero piccola.
Sento di aver perso tutto, come se la me che preferivo fosse rattrappita in un angolino, nascosta come un latitante che scappa e sta accucciato in un sottoscala o in un solaio abbandonato, senza forze per reagire e per brillare di nuovo.
Non conosco le mezze misure, e non sono una persona tranquilla. Quando sono in guerra vorrei la pace, ma se mi immagino di vivere in una pace come la penso io, sento che non riuscirei a rimaere per molto nemmeno su quell'isola. Non so più chi sono, ed è come se non avessi nemmeno più tanta voglia di cercarmi perchè finirei troppo lontana da dove sono ora. Fino a un po' di tempo fa ero una che scriveva la domenica sera. Oggi mi sento una che scrive di lunedì mattina, dall'ufficio, quando l'angoscia e lo smarrimento sono più forti e guardo un computer che non è il mio, in una stanza che non è la mia, con i rumori della città che entrano dalla finestra e il suono del telefono mi fa venire l'ansia mentre un groppo di magone mi stringe la gola. Per sopravvivere in questa vita che non mi sento mia sono costretta a mettere a tacere tutto questo, e mi arrabbio come un uomo che non riesce a fare a meno di continuare a tradire la moglie che ama. E mi arrabbio anche con mia moglie, che poi sono sempre io, perchè non la riconosco più, perchè non è più quella ragazzina che viveva con un libro in mano, che scappava sui colli, che riempiva pagine e pagine di storie, che si emozionava per una serata passata con i suoi amici, che era sempre la prima a fiutare nell'aria il cambiare delle stagioni, che era sicura che non avrebbe trascorso un solo giorno su questa terra senza guardare il sole che tramonta. Io poi, che non so sopportare l'ansia e il dolore, e che trasformo tutto in rabbia, stamattina sono furiosa con me, per quanto sono diventata bugiarda. Io che un po' di bugie le ho sempre dette, e che adesso mi ritrovo a dirle a me stessa.
La verità è che io adesso sto occupando un posto che sulla carta è ottimo, ma che non è il mio. Quindi sto rubando qualcosa a qualcuno che se la meritrebbe più di me, e sto rubando a me la possibilità di capire quale sia il mio VERO posto.
Caro Pier,
RispondiEliminaforse avrei bisogno di parlare con un adulto per sapere se è normale che diventare grandi voglia dire svegliarsi il lunedì mattina e accorgersi di aspettare con insofferenza il venerdì.
Se ci penso mi dispero, perchè anche se poi il venerdì arriva sempre, a volte in un batter d'occhio, ci sono dei momenti di lucidità agghiacciante che mi fanno dire che non è vita questa. E di sicuro non è la vita che immaginavo per me quando ero piccola.
Sento di aver perso tutto, come se la me che preferivo fosse rattrappita in un angolino, nascosta come un latitante che scappa e sta accucciato in un sottoscala o in un solaio abbandonato, senza forze per reagire e per brillare di nuovo.
Non conosco le mezze misure, e non sono una persona tranquilla. Quando sono in guerra vorrei la pace, ma se mi immagino di vivere in una pace come la penso io, sento che non riuscirei a rimaere per molto nemmeno su quell'isola. Non so più chi sono, ed è come se non avessi nemmeno più tanta voglia di cercarmi perchè finirei troppo lontana da dove sono ora. Fino a un po' di tempo fa ero una che scriveva la domenica sera. Oggi mi sento una che scrive di lunedì mattina, dall'ufficio, quando l'angoscia e lo smarrimento sono più forti e guardo un computer che non è il mio, in una stanza che non è la mia, con i rumori della città che entrano dalla finestra e il suono del telefono mi fa venire l'ansia mentre un groppo di magone mi stringe la gola. Per sopravvivere in questa vita che non mi sento mia sono costretta a mettere a tacere tutto questo, e mi arrabbio come un uomo che non riesce a fare a meno di continuare a tradire la moglie che ama. E mi arrabbio anche con mia moglie, che poi sono sempre io, perchè non la riconosco più, perchè non è più quella ragazzina che viveva con un libro in mano, che scappava sui colli, che riempiva pagine e pagine di storie, che si emozionava per una serata passata con i suoi amici, che era sempre la prima a fiutare nell'aria il cambiare delle stagioni, che era sicura che non avrebbe trascorso un solo giorno su questa terra senza guardare il sole che tramonta. Io poi, che non so sopportare l'ansia e il dolore, e che trasformo tutto in rabbia, stamattina sono furiosa con me, per quanto sono diventata bugiarda. Io che un po' di bugie le ho sempre dette, e che adesso mi ritrovo a dirle a me stessa.
La verità è che io adesso sto occupando un posto che sulla carta è ottimo, ma che non è il mio. Quindi sto rubando qualcosa a qualcuno che se la meritrebbe più di me, e sto rubando a me la possibilità di capire quale sia il mio VERO posto.
Cara anonima,
RispondiEliminaforse ti sembrerà strano quello che ti scrivo, ma sei fortunata ad anticipare la settimana!
io sono uno di quelli della domenica sera, come dici tu, il che significa che aspetto tutta la settimana di lanciare e lasciare un segno, un qualcosa che spero arrivi a qualcuno che non ha mai più risposto alle mie grida. E allora mi chiedo quale parte della vita possa dirsi davvero "felice", e mi stupisco io stesso di vedere qualcosa di piccolo e fastidioso come un ricordo presentarsi a mo di risposta. Ci basta poco per esserlo, questo l'ho capito, ci sono persone che diventano felici da sole...perchè immaginano l'idea di chi hanno di fronte, cercando di non vedervi nulla di dissonante. Io sono quello della domenica sera, uno stupido che crede ancora alla forza del buio, come se di notte le coppie scoppiassero, i sentimenti tornassero ai legittimi proprietari, il passato prendesse l'accento giusto.
Lo so che non è così, eppure continuo, di lunedì mattina, nel tuo stesso lunedì mattina, a chiamare ciò che mi aspetto di trovare.
Non aver paura di diventare grande in questo modo, devi esserne felice in realtà. E ricorda sempre una cosa: le persone cambiano, e rendersi conto di come si è aiuta proprio a farlo.
Poi, a dire la verità, se volevi parlare con un adulto mi sa che nn dovevi proprio scrivere a me!!
Sii felice, l'unica cosa che conta davvero...