
Sono costretto a scriverti dal lavoro, a casa come sai non si trova mai un momento di silenzio...da quando ci sei.
E' sempre un continuo correre, preparare, urtare bicchieri, come se ciascuno di noi gridasse alla vita a modo proprio. Mi manca un solo capitolo per finire il mio libro, ed in questo mese non l'ho mai aperto. Per fortuna non vi trovo mai polvere, non puoi immaginare che strano effetto mi faccia. Non tanto il senso di pulizia, quanto la mancanza di solitudine. Quella copertina lucida lascia intendere lo stesso gesto sul tempo, una passata di mano decisa, a togliere le ore inutili. Portando alla luce il senso di un giorno conosciuto ma completamente diverso. Hai avuto la forza di prendere tutti noi sulle spalle, nonostante i brontolii, i capiricci, le differenze, e la delicatezza di dare alla stessa lingua differenti sfumature. Tra un po' andrai, non hai abbastanza esperienza per dissimulare l'attesa del tuo principe, nonostante le promesse che fai al piu' Piccolo, di restare per sempre. E' strano dover accettare l'ironia che centinaia di rami abbracciati non ti coprano dal futuro, e dal nostro passato. Cosi' come migliaia di foglie non fermino solo acqua, lasciando a noi risate e canti.
Mi sento come gli eroi che conservo in biblioteca, anche se meno all'altezza e forte. Pronti a sacrificare interi capitoli per una principessa lontana, che non hanno mai visto. Non ti ho mai vista, davvero...sempre nascosta da tutti gli altri fratelli, dalla mia eta', dalla miniera, che certo non sono draghi sputafuoco, ma come questi riescono a farmi paura. Quel tanto che basta per andare a dormire prima degli altri, e svegliarmi dopo, pur di non ammettere a me stesso che anni e anni di letteratura non sono sufficienti ad iniziare una conversazione.
Buona fortuna, mia principessa.
Dotto
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