martedì 6 luglio 2010

Esclusivo!...la risposta


Gentile Direttore,
ho letto con profonda attenzione l'intervista al geometra Montecchi, l'ennesimo mirabile esempio di giornalismo di informazione raffinato ed elegante. Ho riflettuto molto sull'utilita' di una lettera aperta, di un messaggio pubblico, lanciato sulla folla con l'obiettivo di centrare un soggetto solo. Ho pensato molto a quanti feriti avrei potuto causare con qualche parola vagante.
Nonostante tutto ho deciso di rischiare, forte di chi ho accanto in questo momento e sicura di chi ho avuto per tanto tempo. Le parole di Romeo hanno quella tipica delicatezza che ben conosco; capace di proteggere i battiti piu' teneri, stringere le corolle piu' deboli. Pero' come tutte le cose delicate non riescono a trasmettere a sufficienza la forza di un passato importante e ancora presente. Cosi' si spiega la mia decisione di intervenire: allo scopo di marcare i colori di un quadro a mio parere troppo sbiadito.
Romeo per me e' l'espressione di amore tra le piu' alte, capace di nutrire lui stesso e chi lo possiede, senza bisogno di altri artifizi. Abbiamo dubitato di tutto, delle nostre famiglie, del nostro nome, della nostra stessa vita, specchiandoci l'un l'altro nell'unica certezza su cui potevamo contare: l'amore.
Se dovessi augurare a qualcuno la felicita', gli manderei esattamente quel periodo. Quando Romeo dice che ogni grande emozione e' sempre un chi e mai un cosa, ebbene sappiate che Romeo e' la mia risposta a chi e' l'amore, la felicita', il rimpianto. Mi fa male leggere della sua stima, della sua amicizia, perche' so che non e' cosi', o forse lo spero soltanto.
Cosi' come la vita ci ha dato, ci ha anche tolto, privandoci della vicinanza, per anni la nostra vera forza. Il mio trasferimento per motivi di lavoro ha aumentato le paure di entrambi, di qualcosa che sarebbe potuto succedere. Se dovessi ancora una volta dare un consiglio allo stesso qualcuno, gli direi di parlare, sempre, perche' a volte due anime buone hanno solo bisogno di dividere la sofferenza per trasformarla in amore. Vedevo la mia intera identita' sparire man mano che i giorni passavano, e la lontananza cementificava due caratteri insicuri e orgogliosi. E come il cemento vero, anche questo non rifletteva nessuna immagine, cosi' da farmi guardare intorno, a chi prima non conoscevo, non ascoltavo, neanche notavo. E pian piano ho ritrovato vecchie emozioni: serenita', affetto, amore. Tutti desideri che esprimo anche per Romeo, perche' mi renderebbe davvero felice vederlo nella mia stessa sicurezza.
Ecco un altro motivo della mia lettera: dirti le cose che di persona non riesco a fare, perche' non me lo permetti. Non sento Romeo da piu' di un anno, non lo vedo da altrettanto tempo. Non lo si vede piu' neanche in Fondazione, preferisce lavorare da casa. E' vero che continuo a far parte del progetto come sempre, cio' che e' venuto meno e' lo spirito che ci legava a quella causa. L'ambiente e' cupo, molti collaboratori sono andati via, ogni tanto arriva una programmazione via fax firmata Geom. Montecchi. Le foto dei comunicati stampa sono montaggi di vecchi momenti insieme, ennesima costruzione scenica di una situazione gia' paradossale.
La mia non puo' e non vuole essere una critica. So distinguere della semplice rabbia dal tentativo straziante e difficile di lasciarmi andare verso la mia nuova felicita'. Eppure mi illudo di poter riaprire un dialogo, un passato che e' stato troppo bello e importante per lasciarlo morire nell'abitudine. Non credo di meritare il disprezzo della gente per la sola fortuna capitatami di incontrare un'altra persona. Alla quale voglio dedicare almeno un rigo di questa lettera, per aver saputo costruire un suo spazio in cosi' poco tempo, senza buttare giu' il mio. Se non per una piccola fessura creata apposta per far entrare aria.
I giornali hanno scritto di tutto, dandogli del ladro, dell'approfittatore, dell'impuro. Senza sapere neanche a chi "regalavano" tutti questi epiteti, loro che non hanno e mai riceveranno accuse alcune da questo stesso bersaglio.
Non so cosa ricevero' io invece dopo questo sfogo, sono pronta a scartare critiche, condanne, pieta', pur di riconoscere un po' di speranza...
La ringrazio ancora una volta, e pubblicamente, per la liberta' e la fiducia accordatami nell'esprimere un pensiero che porto dentro da molti mesi.
Le auguro tutta la fortuna che un essere umano puo' affidare ad un altro essere umano.

Cordialmente,

Giulia Capuleti

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