domenica 31 ottobre 2010
Nel caso in cui...
Ciao Pier,
non ti spaventare, stai leggendo una lettera scritta da te e indirizzata a te! L'ho visto in un film, con una che perdeva la memoria ogni giorno, ed era costretta a rivivere quello successivo come il precedente, mentre il tempo comunque le scorreva davanti. Nonostante gli altri lo camuffassero con le più' argute trovate. E' improbabile che tu perda la memoria, non impossibile, ma comunque improbabile. Pero' non si sa mai, e tanto vale allora pensare a tutto no?magari un giorno non ricorderai più' cosi' chiaramente questo presente, andando alla ricerca di un sapore che sai di conoscere ma di cui non ti viene il nome. E quindi ecco spiegata questa lettera, che letta tutti i giorni (e con la memoria) diventera' una sorta di preghiera del buongiorno, ma qualora qualcosa dovesse incrinare lo scorrere normale del tempo, sara' la tua ancora di salvezza. Ora che ci penso non so come creare la storia, perche' se davvero servisse a farti ricordare, conviene saltare qualche pezzo...quelli più malinconici, e godere insieme (vabbe' tu e io, che poi sei tu e basta!) del vuoto tanto desiderato. Poi penso, ma se ricordi tutto non e' più triste far finta di strappare qualcosa? Indubbiamente lo e'.
Allora, iniziamo...Nel momento in cui scrivo sei una persona felice, o forse sei una persona che sa cos'e' la felicita', sa di cosa e di chi si parla. Hai conosciuto la tua un po' di tempo fa (il 16 giugno per la precisione...l'anno non lo scrivo perche' se lo ricordi e' patetico!), un pomeriggio in camera tua, e hai subito capito di quale desiderio si stava parlando. E' venuta con te in una parte un po' strana di noi, una parete di compensato piena di storie inventate, di risate e di paure...soprattutto. Le hai parlato una notte intera, fingendo di guardarle le gambe pur di non salire in viso. Le hai parlato del suo passato, e del presente, chiedendo con gli occhi di non usare accenti da futuro che non facessero rima con te. Eri pronto a lasciarla andare, come qualsiasi cosa bella che ti rimane tra le dita accidentalmente, che prima o poi devi scuotere via. Invece ti si e' attaccata addosso, trovandoti quella resina bionda ogni lunedì, martedì e domenica che puoi contare, osservando con occhi strani e grandi un piccolo esserino camminare a passo svelto sotto la copertura di plastica del cortile. Tra l'imbarazzo e la rabbia di gridarle di fermarsi ancora un po'. Le hai avvolto addosso anni e anni di inchiostro, di sogni, fantasie e scene provate di notte, di solletico e carezze, di pettinate con le mani e scomodi risvegli.
Sei riuscito a desiderare la corsa del tempo pur di vederla alla tua porta con la mani in tasca, felice di averti ingannato con le persiane chiuse per più di due ore, mentre apre una farfalla d'argento e tu sfogli le quindici pagine più corte e belle che ti sia mai capitato di leggere. Hai pianto, all'improvviso e senza motivo, più per il gusto di proteggere qualcuno che per dolore, stringendo un corpo che pur bagnato non riusciva a liberarsi. Non so con quante persone sia rimasto amico, magari ci sara' qualcuno pronto a raccontarti quanti giorni hai buttato via nel ricordo e nella speranza di un ricorso. Se non avessi più la memoria, sappi che non c'e' mai stato un giorno inutile e sprecato, nonostante tutto... Si stava bene, tra mille propositi e finali alternativi, tra i passaggi obbligati nei luoghi noti e qualche scenetta leggermente cambiata nelle parole, nell'attesa di una festa particolarmente temuta. Ci sara' chi si dimostrera' particolarmente felice di questa tua (ipotetica certo!) seconda vita, spingendoti a ringraziare qualcuno di importante...e alto. Ti starai chiedendo "ma se ho davvero conosciuto la felicita', come mai non ho fatto niente per trattenerla?". Ecco, questa e' la parte che temevo, non so mai a quale versione credere. Vedi, devi sapere che ogni tanto le cose buone servono a qualcun altro, come sono servite a te. Per questo a differenza delle altre lasciano un ricordo più corto, affinche' ci si metta subito a cercarne di altre, altrove. Tornare indietro a prendere quella cosa buona non sarebbe più lo stesso, hai provato a fare due volte la stessa cosa? E' come scrivere a matita senza farle mai la punta, si vive e si lasciano sui fogli i segni di cio' che e' stato, e andare a calcare i bordi serve solo a perdere grafite.
Non so cosa augurarti di fare, dovrei dirti di cambiare matita, poi alzo la testa e vedo gli schizzi che ho fatto con questa, e sorrido. E mi tornano in mente mille e mille promesse e prove di forza, da cavaliere senza regno ne' dama... Nel caso volessi fidarti di te, non perdere mai la speranza, anche perche' ti ha sempre fatto bene fino ad ora...o quasi!
Ah un'ultima cosa, se dovessi davvero perdere la memoria...be'...non ti dico il nome della tua felicita'...almeno sarai costretto a trovarla dappertutto.
Ricordati di imparare a nuotare!
Ciao socio!
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