
Chiudi gli occhi. Per un attimo sei Rocky, un pugile italiano di Philadelphia, con 50incontri vinti sulle spalle, 22 dei quali per KO. Vivi in un monolocale buio vicino alla stazione, con il letto separato dal resto della casa da una tenda e due tartarughe marine, di quelle piccole. Arrotondi facendo recupero crediti per un boss della zona, ti alleni prendendo a pugni quarti di bue in cambio della quotidiana razione di carne, nonostante continui a difendere i tuoi valori, salvando i giovani da una citta’ troppo cattiva.
Eppure sei felice.
Hai perso tutte le grandi occasioni per arrivare al pugilato che conta, sei il numero 324 della lista dilettanti, non hai una macchina, ne’ una bici. Solo un giubbotto di pelle nero che comincia ad andarti stretto, ed uno strano cappello color cuoio diffcile da abbinare.
Eppure sei felice.
Per la citta’ sei uno troppo tonto per sfondare in qualcosa, uno che parla a voce profonda di concetti semplici ripetendoli troppe volte. Non sei giovane abbastanza per i bar, ne’ abbastanza vecchio per avere amici normali.
Eppure sei felice…per l’esistenza di un piccolo negozio di animali, con una piccola commessa timida e impacciata, con la tua stessa nomea e un paio d’occhiali troppo grandi per non essere notati.
Con lei puoi parlare a testa alta, per una volta puoi guidare la conversazione, provando a strappare un sorriso, o un si.
Immagina ora di conoscere un’altra persona, spigliata e sicura di se’, o magari timida come la prima, fa lo stesso. Hai sempre lo stesso giubbotto nero, ti presenti con lo stesso cappello e le solite battute, a tratti piu’ diretto e deciso. Eppure sei sempre lo stesso, un pugile di Philadelphia che dice cose gia’ sentite, vivendo valori gia’ dichiarati con un timbro pesante e monotono.
Il gusto di quella piccola commessa e’ il ricordo piu’ nitido della memoria, da paragone a tutto il resto, animato o inanimato che sia. Adriana e’ il colore che cerchi in giro per la citta’, nei bar, nei supermercati, per strada. E’ la prima volta, la cosa che per definizione ricordi piu’ spesso e per sempre. E’ l’assonanza che fingi di sentire negli altri nomi comuni, forzando grammatica e buon senso.
Cosi’ dovrebbe funzionare la vita, hai imparato cose nuove, un paio di battute in linea con i tempi, hai comprato un cane e un cappello nuovo. Hai perso i tuoi primi tre incontri di fila, di cui uno per KO tecnico alla seconda ripresa. Hai un saccone vero al posto dei quarti di bue, e due amici, veri anche loro! Eppure non riesci ancora a mantenere quella smorfia di sicurezza quando torni indietro nel tempo.
Riapri gli occhi adesso…
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