mercoledì 26 maggio 2010

Una storia ..(2)



Il quasi ragazzo si ammutoli’, mentre fulmini e pensieri si alternavano nella testa. Possibile che una sconosciuta gli aveva dato la chiave del suo codice?

“Quindi vorresti dire che nonostante tutto un essere cerca di raggiungere comunque quello che e’? In barba alle apparenze, gli occhi degli altri, il caso…”
“Ma perche’ vuoi pure a barba adesso? Nun t’accontenti mai eh? ”
“Ma no! Dicevo che forse hai perfettamente ragione. Ci si sforza di apprezzare una condizione temporanea, ma forse e’ solo un tentativo per diminuire la distanza con la situazione desiderata…capisci? Cioe’ certo che capisci, lo hai detto tu! ”

E gli occhi gia’ grandi dell’angelo divennero immensi: “Ah si? L’ho detto io? Ma perche’ non c’e’ quello stronzo del mi’ ragazzo, che dice che so fa bene solo na cosa…. ”
“E’ proprio questo il punto! Tu sei in questo corpo ma NON SEI QUESTO corpo. E’ come se anche tu aspettassi un bacio per ritornare ad essere come sei veramente”
“Ahh! E te pareva che nun tornava er mandrillo! Arieccolo sto bacio! Ma ti vuoi calmare? Prima fai tutto il filosofo e poi…zac…arriva a mano sulla chiappa! ”
“Ma non volevo dire quello! Non mi permetterei mai! Insomma…non sono il tipo..”
“Ma che sei frocio? Scusami, sei diverso per caso?”
“MA NO!!” salto’ il quasi ragazzo sul masso “non e’ per quello! Non lo farei perche’ non ci conosciamo, praticamente non sappiamo nulla l’uno dell’altro, non so cosa ti fa arrabbiare, cosa ti piace… ”
“Quindi se ti dico che me piace a Nutella poi me tocchi er culo giusto?? ”
“MA NOOO!! Non prendere solo il significato letterale! Dicevo che non lo farei a prescindere, ma non perche’ sono diverso, poi non ci conosciamo, ma se ci conosceremo non lo faro’ comunque! Capito? ”
“Mah, insomma! Non e’ chiarissimo ti diro’…”

Il ranocchio lo sapeva di non essere chiaro, cosi’ come sapeva che quella difronte non era la principessa che aveva sempre sognato. Eppure un po’ gia’ la amava, o qualcosa di simile.
Si fece forza, si avvicino’ al bordo del masso per esserle piu’ vicino, e inizio’ a sussurare…

“Io avrei bisogno di dirti una cosa…”
“Volentieri. Ti dispiace se nel frattempo mi stendo un po’? Sto una chiavica proprio! Tu parla eh, che ti sento..”
“Si…allora…io volevo dirti che vengo qui praticamente tutte le notti, in attesa di una principessa, o chiunque credo lo sia, una che abbassa lo sguardo quando ti parla, che arrossisce per un sorriso, che scappa per l’imbarazzo. Una da sfiorare e basta, sperando non sia troppo. E poi incontro te, l’esatto contrario dei sogni, e succede l’insperato. Succede che comincio a rimpiangere un corpo da uomo, delle mani, una lingua, in un modo che mai prima avevo fatto. Non so come si possa definire questa cosa, se tra donna e rana ci possa essere amicizia, o qualcosa di piu’, pensandoci bene tra donna e rana c’e’ solo stata vivisezione! Quindi te lo dico come mi viene, tanto io non ho un corpo e tu non hai un bisturi! Quando ero principe mi e’ capitato di dire ti amo ogni tanto, e non sapendo l’usanza degli anfibi uso la stessa formula con te. Non devi pensare ad una risposta, ovviamente. Credo che per qualche giorno non verro’ piu’ qui, prima di ritornare ad immaginare la mia principessa, che da oggi potra’ anche avere un accento diverso… … …. Non dici niente? ”

L’angelo dormiva, con i capelli sulla guancia, e le mani sotto la testa.
Dormiva e si perdeva un amore strano, e verde.

Tutto lo stagno in realta’ dormiva, tranne il solito pesce striato del sud, che con la testa fuori dall’acqua disse al quasi ragazzo

“capo…molto romantico per carita’…pero’ ca sott ci avit fatt due palle accussi’!! e che e’!! Sicuro che non ha vulit na canna?? ”

1 commento:

  1. Mmm, carino, però non mi piace la dichiarazione finale. Sembra troppo arrapata la rana.



    E poi, più seriamente, c’è un passaggio che non mi piace proprio a livello filosofico:



    Tu sei in questo corpo ma NON SEI QUESTO corpo.



    Odio la puzza di gnosi, anche quando involontaria. Dire che tu NON SEI (con tanto di maiuscole) questo corpo è una frase abusata e oltretutto priva di senso, nonché pericolosamente foriera di concetti violenti (come tutte le frasi prive di logica). Tu sei il tuo corpo e la tua anima, nei limiti in cui è possibile tracciare una distinzione. Ma senza il tuo corpo tu non sei tu. Dire che tu sei NEL corpo è come dire che il corpo è solo la materia che ti ospita, cosa falsa e pericolosa. Insisto sulla pericolosità perché ce lo insegna la tradizione cristiana, la maggior parte delle eresie è fondata sulla sostanziale mancanza di significato (e virtù) del corpo, e degenera in una violenza sul corpo proprio e altrui. (dalle orge all’astinenza sessuale, per intenderci, l’importante è il disprezzo).



    Ti ricordo solo che col corpo è possibile dar da mangiare agli affamati.

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