
Tema: Sei stato/a appena lasciato/a dalla/l tua/o ragazza/o con motivazioni a tuo parere inspiegabili. Un viaggio nel cervello umano: sensazioni ed emozioni delle prime ore di sofferenza.
Svolgimento: Mi ha detto che non sa quello che vuole, che sta male senza di me, ma anche con me. Ha problemi con il lavoro, lo mandano da una parte all'altra, dannata Ikea e dannata ingegneria! Mi ha confessato di avere paura, di quanto poco riesca a costruirsi una vita privata, delle intenzioni sempre fallite di chiamare un amico la sera per parlare un po', per poi ritrovarsi stanco su un letto, disfatto dalla sera prima. Non e' abituato ad una storia "normale", non lo e' mai stato: addirittura con la sua ex e' finita da un giorno all'altro, quando ha scoperto queste benedette paure, dopo alcuni anni. Come diavolo si fa a mollare tutto in poche ore? Come si fa a dimenticare cosi' in fretta? Si diverte anche il destino a volte, nella sua macchina trasmettevano la mia canzone preferita, che ho scoperto piacere anche a lui, e siamo andati a mangiare il gelato come la prima volta, all'inizio di tutto. Ho provato a fare la distaccata mentre mi parlava, indossando la faccia del "se stai meglio tu va bene cosi', a me non cambia tanto, una vita me la rifaccio in qualche giorno", cosi' per sdrammatizzare la situazione. Nonostante ci fosse nell'aria quella tensione delle prime volte, quella sorta di energia che parte dagli occhi e ti riempie di calore, calore vero intendo, di quando hai voglia soltanto di stringerlo e baciarlo. E al diavolo tutte le paure!
Se gli umani ragionassero di meno! Ogn tanto un bel discorso alla "ma si, non so come andra', il lavoro mi ammazza, molto probabilmente mi ha fatto diventare la persona piu' pesante della terra, pero' torno a casa e ho te, ed e' incredibile! Oltre che inspiegabile. Non tanto perche' hai la forza di sopportare qualcosa che io stesso non sopporto, quanto perche' dividere il peso con qualcuno cui vuoi bene mi fa felice. Stanco, ma felice. Magari ti stancherai prima della fine del mese, lasciando a me tutta la zavorra, ma fino ad allora due risate riesco ancora a ricordare come fartele fare...". Ogni tanto un bel "oggi ti ho gia' detto che mi manchi?" puo' bastare. Anche dopo ore di litigio.
Mi manca l'aria adesso, come stare a mollo nell'acqua fredda. Sono quasi diventata miope, provando a fissare un punto lontano della stanza in cui figurarmi cio' che sta facendo. Non avrei dovuto fare la sostenuta, potevo buttar via tutto l'orgoglio o qualsiasi cosa fosse, e fargli capire il vero dolore. Ma poi avrei rischiato di trattenerlo per semplice pieta', per qualche giorno in piu'. A breve mi convincero' di non aver detto davvero tutto, e dovro' sentirlo di nuovo. Lo stesso giorno in cui sentiro' la sua voce squillante al telefono, quando mi aspettavo un minimo di emozione. di tremore, di nostalgia. Maledicendo me stessa per aver ceduto, e te per aver risposto! Sei uno stupido! Uno stupido quadrato razionale! Che invidia il cerchio per le sue forme ma non fa niente per arrivargli, "tanto e' difficile cambiare no?"
Beh...no! Non e' cosi' tanto difficile sai? Soprattutto se ne vale la pena, invece di rimpiangere il passato una volta vissuta la mancanza. Ho appena preso aria per scendere in apnea, e far finta di star bene. Speriamo l'ossigeno sia sufficiente a far passare il momento patetico.
Certo che se anche dovesse cambiare idea, non mi chiamerebbe mai; testardo com'e' nel mantenere la parola. O perche' si convincerebbe di far del bene a starmi lontano.
E allora non si risolve mai!
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